Il CN accoglie il postulato di Giovanni Merlini (PLR) per l’introduzione dell’istituto del Trust

Nel primo giorno della sessione primaverile delle Camere federali, il Consiglio nazionale ha accolto il postulato PLR, promosso nel marzo 2015 su iniziativa del deputato Giovanni Merlini, con cui s’invitava il Consiglio federale a presentare un rapporto sull’eventuale adozione dell’istituto giuridico del trust nel diritto privato svizzero, nonostante il Governo avesse invitato il Parlamento a respingere la proposta.

«Il rapporto richiesto al Consiglio federale è senz’altro urgente, considerate le profonde trasformazioni che sta vivendo l’industria finanziaria svizzera in un contesto internazionale sempre più difficile» fa sapere il PLR.

Alla luce dell’inasprimento della concorrenza internazionale, delle difficoltà riguardanti l’accesso ai mercati finanziari europei e dell’adozione dello standard dell’art. 26 del Modello OCSE in materia di scambio d’informazioni con le autorità fiscali estere, l’adozione dell’istituto giuridico del trust nel diritto privato svizzero (CCS oppure CO) «si rivela interessante per la nostra piazza finanziaria che si sta reinventando» scrive sempre il PLR.

Il trust viene infatti ritenuto uno strumento «affidabile di pianificazione successoria e di conservazione di patrimoni importanti, godendo di un apprezzamento sempre maggiore. Infatti, è sempre più diffusa la richiesta di disporre di questo strumento flessibile da parte di numerosi connazionali e di stranieri residenti che intendono pianificare la loro successione e destinare il loro patrimonio a scopi precisi, tra i quali spesso figurano anche finalità filantropiche».

«La possibilità di costituire nuovi trust in Svizzera offrirebbe al Paese un importante strumento supplementare per competere ad armi pari con altre importanti piazze finanziarie estere, rafforzando la nostra posizione negoziale» scrive il PLR.

Occorre sottolineare come il trust sia anch’esso sottoposto allo scambio automatico di informazioni nonché a severi controlli sui clienti legati a trust o fondazioni: «non si tratta pertanto di un mero strumento di evasione fiscale».

Per il PLR è un passo indispensabile per rafforzare le condizioni quadro a sostegno della piazza finanziaria svizzera e ticinese, «a difesa dei nostri posti di lavoro. Un dinamismo che non può essere inibita da un Consiglio federale ancora una volta troppo timoroso nel difendere il settore finanziario nazionale, alludendo a ipotetiche frizioni con la crescente esigenza di trasparenza richiesta dalle autorità sovranazionali quali il GAFI, il G20 o l’OCSE» conclude il PLR.

Source: Tio

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