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USA il Tesoro chiede alle istituzioni finanziarie le informazioni sui flussi finanziari dei contribuenti

Come parte della strategia dell’amministrazione Biden per incrementare la raccolta di tributi da parte di contribuenti ad alto reddito, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti chiederà alle istituzioni finanziarie statunitensi (IF) di presentare delle dichiarazioni sui flussi aggregati annuali dei conti intestati a privati ed aziende

Questa iniziativa nasce a seguito della crescente difficoltà di contrastare schemi di evasione fiscale a causa dei tagli di spesa che negli ultimi anni hanno interessato l’Internal Revenue Service statunitense (IRS), con la necessità ora di investire 80 miliardi di dollari nel prossimo decennio per contrastare meccanismi di evasione fiscale sofisticati.

Il piano prevede che le autorità implementino sistemi per raccogliere maggiori informazioni su partnership, grandi società e HNWI, appoggiandosi a terze parti aventi poteri di raccolta di informazioni, con l’obiettivo di prevenire un aumento della ricchezza attraverso fonti di reddito opache.

Le statistiche mostrano infatti che fino al 55% dei tributi dovuti da tali entità non vengono versati, e che il più ricco 1% degli americani occulta più del 20% del proprio reddito, con la necessità per l’IRS di mettere in atto meccanismi che consentano il controllo incrociato dell’accuratezza delle dichiarazioni fiscali, ed possibilmente ottenere un gettito fiscale aggiuntivo di 175 miliardi di dollari annui.

Secondo il National Bureau of Economic Research (NBER), un approccio globale per affrontare la questione includerà:

  • Maggiore monitoraggio delle transazioni
  • Audit più completi
  • Chiarimenti sulle attività non-compliant
  • Piani di incentive per I whistleblower

La proposta introduce anche nuove misure riguardanti i professionisti incaricati di preparare le dichiarazioni fiscali, in particolare, l’introduzione di garanzie nel settore delle dichiarazioni, che stabiliscono sanzioni per i “ghost preparers” che non si identificano nelle dichiarazioni dei redditi.

FONTE: home.treasury.gov