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LA RIFORMA FISCALE COLOMBIANA DIVENTA LEGGE

Colombia flag

Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha sottoscritto il 13 dicembre la riforma fiscale promossa dal suo governo, che è diventata legge e dovrebbe entrare in vigore da gennaio 2023.

La nuova legge, fulcro delle politiche economiche del nuovo presidente, mira a raccogliere 20.000 miliardi di pesos (circa 4 miliardi di dollari) in più all’anno per i prossimi quattro anni.

Come conseguenza del provvedimento, aumenteranno le tasse sia sulle persone fisiche sia su quelle giuridiche, siano esse residenti o non residenti. È stata prevista anche un’aliquota fiscale minima del 15%, in linea con l’agenda dell’OCSE per prevenire l’erosione della base imponibile e il trasferimento dei profitti (“BEPS”) da parte delle imprese multinazionali.

Sono previste tre modalità per aumentare le entrate: oltre ad imposte fino al 10% sul carbone e al 15% sul petrolio greggio quando i prezzi supereranno un certo livello, verranno applicate tasse maggiorate per la popolazione più ricca e per le aziende, nonché imposte sulla plastica monouso, sulle bevande zuccherate e sugli alimenti ultralavorati.

Il disegno di legge di riforma è stato soggetto a numerose modifiche nel corso dell’iter legislativo e avrà conseguenze significative non solo per le aziende e i cittadini colombiani, ma anche per le persone fisiche non residenti e gli investitori stranieri che operano nel Paese.

Il principio introdotto è che mentre le persone fisiche residenti in Colombia saranno tassate sul loro patrimonio netto mondiale, i non residenti (persone fisiche e giuridiche) saranno tassati solo sui loro beni colombiani, siano essi conti bancari, immobili, opere d’arte, yacht, aerei, diritti su giacimenti; faranno eccezione le azioni di società colombiane, i crediti verso debitori colombiani, alcuni particolari investimenti finanziari e contratti di leasing

La riforma introdurrà anche un imposta permanente sul patrimonio netto, che sarà applicata il 1° gennaio di ogni anno a partire dal 2023 al 2026 con un’aliquota variabile che partirà da un minimo di 0,5% a salire fino a un massimo dell’1,5%.

Affinché si applichi questa imposta, il patrimonio netto del contribuente deve essere almeno di 72.000 unità fiscali (circa 611.000 dollari) al 1° gennaio di ogni anno. Dal 2027 in poi, invece, l’aliquota massima diminuirà e avrà un tetto massimo dell’1% ma a partire da capitali superiori a 122,000 unità fiscali (1 milione di Usd).

Il disegno di legge innalzerà anche l’imposta sulle plusvalenze (CGT-Capital Gain Tax) e la ritenuta sui dividendi. La CGT passerà dall’attuale 10% al 15% sia per le società residenti sia per quelle non residenti; stessa aliquota toccherà anche alle persone fisiche residenti in Colombia.

Per le distribuzioni di dividendi tra società colombiane, l’attuale aliquota di ritenuta del 7,5% passerà al 10%. L’attuale ritenuta del 10% sui dividendi pagati a soggetti non residenti raddoppierà, salendo al 20%.

Per quel che riguarda invece l’aliquota generale dell’imposta sul reddito delle società, questa verrebbe mantenuta all’attuale 35%. La proposta di legge ipotizza tuttavia di introdurre un’addizionale del 5% solo per alcune entità, tra cui istituzioni finanziarie, compagnie assicurative e agenti di cambio, a condizione che il loro reddito imponibile supera le 120.000 unità fiscali (989.000 dollari USD circa).

A partire dal 2024, gli utenti industriali delle FTZ-Free trades zones (zone di libero scambio) continueranno a beneficiare dell’aliquota fiscale ridotta del 20% applicata ai redditi derivanti dall’esportazione di beni o servizi; l’aliquota CIT del 35% si applicherà solo ai redditi derivanti da altri tipi di attività. Per applicare l’aliquota agevolata del 20%, chi usufruisce delle FTZ dovrà però firmare un piano di internazionalizzazione con il Ministero del Commercio, dell’Industria e del Turismo. In caso contrario, si applicherà l’aliquota del 35% sul reddito complessivo

La nuova legislazione suggerisce infine di implementare un’aliquota fiscale minima effettiva del 15%, in linea con il secondo pilastro dell’OCSE per prevenire l’erosione della base imponibile e lo spostamento dei profitti (BEPS) da parte delle imprese multinazionali.

Questa regola non si applicherà alle società non residenti costituite nell’ambito del regime delle zone speciali di sviluppo economico e sociale (Zese) nel periodo in cui tali società sono soggette a un’aliquota dello 0%, alle società il cui domicilio principale e la cui intera attività si svolgono in zone colpite da conflitti armati (ZOMAC), alle società che svolgono esclusivamente attività editoriali, ai servizi alberghieri soggetti a un’aliquota del 15% e agli accordi di concessione.

FONTE: Ministro de Hacienda y Crédito Público