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RESIDENZA FISCALE NEGLI EMIRATI: UNA PRIMA LEGGE PER FARE CHIAREZZA

Dubai skyline

Per la prima volta la residenza fiscale negli Emirati Arabi Uniti viene normata a livello giuridico.

Merito della “Risoluzione di Gabinetto n. 85” del 2022, con la quale il governo degli Emirati ha fatto chiarezza e messo nero su bianco una regolamentazione che mira a chiarire i concetti base di quando una persona può essere considerata legittimamente residente fiscale nel Paese ed evitare controversie.

Finora infatti non esisteva una definizione giuridica nazionale di residenza fiscale, che veniva stabilita di volta in volta sia in base ad alcuni criteri fissati dall’Autorità fiscale federale EAU, sia facendo riferimento ad accordi internazionali (Convenzioni contro le doppie imposizioni) e ai singoli trattati bilaterali sull’imposta sul reddito conclusi con le varie giurisdizioni straniere.

Per le entità giuridiche, per esempio, questi i criteri includevano la disponibilità di conti certificati e un minimo di un anno di costituzione, mentre per i contribuenti individuali erano richiesti un contratto di locazione annuale e almeno 180 giorni di residenza negli EAU.

La nuova risoluzione, emessa dal primo ministro Mohammed bin Rashid Al-Maktoum, entrerà in vigore a partire dal prossimo 1° marzo 2023. Da quel momento per la prima volta verranno stabilite regole univoche per determinare quando un soggetto può essere considerato fiscalmente residente.

Per quel che riguarda le società (e le persone giuridiche in generale), la residenza negli EAU è riconosciuta se:

– sono “stabilite, costituite o riconosciute” negli Emirati Arabi Uniti (viene escluso il caso di una filiale registrata da un entità giuridica straniera),

–  se vengono considerate residenti ai sensi della legge fiscale applicabile degli EAU.

Riguardo a questo secondo requisito, va sottolineato che la legge sulle imposte societarie (UEA CT-corporate tax) non è ancora stata ufficialmente emanata, e pertanto non ha ancora chiarito i parametri necessari. Al momento ci si basa un documento di consultazione pubblica, pubblicato dal Ministero delle Finanze nell’aprile 2022, che specifica come “una società stabilita al di fuori della giurisdizione può comunque essere trattata come residente fiscale degli EAU se è effettivamente gestita e controllata negli EAU”.

Per quel che riguarda invece le persone fisiche, l’art 4 sancisce che va rispettata almeno una delle seguenti condizioni:

  • gli Emirati devono essere il luogo di residenza abituale o principale, e anche centro dei loro interessi finanziari e personali,
  • devono essere fisicamente presenti negli EAU per almeno 183 giorni in un periodo consecutivo di 12 mesi.
  • devono essere fisicamente presenti negli EAU anche per un periodo inferiore (solo 90 giorni o più, sempre in un periodo consecutivo di 12 mesi), purché siano cittadini EAU, residenti negli EAU o  cittadini del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) che hanno una residenza permanente o svolgono attività commerciali negli Emirati.

Questa nuova risoluzione non contraddice i singoli accordi stipulati a livello internazionale. Di conseguenza, le persone che valutano la loro residenza fiscale negli Emirati ai fini dell’applicazione di un trattato fiscale con un altro Paese (con i relativi benefici, magari in termini di sgravi fiscali) dovranno fare riferimento ai criteri specifici stabiliti nel trattato stesso.

La Risoluzione n. 85 -2022 stabilisce anche la nuova procedura attraverso la quale potrà essere richiesto all’Autorità fiscale federale (FTA) un certificato di residenza fiscale (TRCs) che comprovi questo status.

Infine sono previste regole specifiche che faciliteranno la collaborazione tra l’Autorità fiscale e tutte le agenzie governative negli Emirati Arabi Uniti per consentire la raccolta di tutte le informazioni, i dati e i documenti pertinenti per attuare le disposizioni previste dalla nuova norma.

SOURCE: https://tax.gov.ae